Dal 10 Febbraio alla Compagnia dei Vinattieri con la mostra fotografica

Non sempre le passioni riescono ad avere libero sfogo, ad uscire fuori, a manifestarsi. E quando questo avviene, non è sempre facile esprimere tutto l’amore che si nutre per quella persona o per quella cosa.
Quella di Stefano Fantini per la fotografia è sicuramente una grande passione, e come tale, una forma d’amore che si rivela a pieno attraverso immagini che parlano delle cose che lui ama.
Immagini che tradiscono sensibilità e al tempo stesso grande ironia, gusto per la bellezza e l’eleganza. Immagini che mostrano, soprattutto, una istintiva capacità di cogliere particolari di oggetti, cose e persone, che normalmente sfuggono.
Il “Giardino segreto” è un vecchio film, tratto da un libro, che racconta la storia di un giardino, nascosto dietro una porticina e dimenticato da tutti. Dei bambini lo scoprono, avvolgendolo di una patina magica, lo fanno rivivere e fiorire di nuovo.
Anche quello dove nascono e muoiono i fiori di Stefano Fantini è un “giardino segreto”.
Un giardino delle meraviglie dove forme e colori, sicuramente ma anche banalmente belle, si astraggono, si dissolvono, assumono altre sembianze, altre anime.
E’ un gioco di travestimenti, di mimetizzazioni, che stimolano il sogno e la fantasia.
I petali di una rosa rossa giocano a sembrare un lussureggiante ritaglio di velluto carminio, accarezzato da leggere gocce di rugiada e noi ci sentiamo avvolti in questo tessuto morbido e seducente. Oppure stimolano altri sensi, forse un freschissimo gelato di lamponi?
La rosa bianca è più pudica, per definizione. I suoi petali si travestono da montagna innevata, così come la peonia da farfalla o una semplice, e un po’ disastrata corteccia secca, si nobilita trasformandosi in una insidiosa ed esotica lucertola.
Visto, basta un attimo e l’ immaginazione vola… ed erano solo fiori.
Non sapremo mai cosa pensava l’autore di queste bellissime macro mentre penetrava e faceva suoi, trasformandoli, i fiori, le cortecce e le foglie del suo “giardino segreto”. Perché non ce lo dirà mai.
Però ce le regala, solleticando il tatto, la vista, gli odori, perfino il gusto, se ci piace di più.
E allora godiamoci questa esaltazione dei sensi, liberiamo la fantasia e sogniamo.
L.G.